Aprile 2010: riforma del Codice della Strada in Parlamento
Interviene il Ministro Matteoli per accellerare l'approvazione del "pacchetto" di modifiche al Codice della Strada

La Commissione Lavori Pubblici del Senato è attualmente impegnata nell'esame del Disegno di Legge per la Sicurezza stradale, individuato con la sigla "S.1720". Vale la pena notare come l'articolato in oggetto abbia già affrontato un iter parlamentare piuttosto travagliato: esso infatti proviene dalla Camera dei Deputati (C.419), ed è il risultato di un lungo lavoro di unificazione di molteplici proposte di legge presentate quasi tutte dall'aprile 2008 al maggio 2009 fino all'approvazione del testo unificato, intervenuta in data 21 luglio 2009, che è stato poi trasmesso al Senato della Repubblica e assegnato, per l'appunto, alla Commissione Lavori Pubblici, in sede referente, il 28 luglio 2009.
Qui il testo si è notevolmente arricchito di ulteriori disposizioni, segno dell'attenzione di tutta la classe politica al tema cruciale della Sicurezza stradale. Ed è forse anche per tale motivo che i lavori in seno alla Commissione si sono protratti nel corso degli ultimi mesi, fino a spingere il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli a presenziare in questi giorni i lavori della Commissione, nella speranza di poter trovare più facilmente un accordo fra le parti politiche sulle disposizioni ancora in discussione. Il Ministro non ha peraltro escluso la possibilità, qualora non si riuscisse a chiudere i lavori in Commissione in tempi rapidi, di approvare la riforma mediante la deliberazione di un apposito Decreto-Legge da parte del Consiglio dei Ministri, il quale verosimilmente riprenderebbe il testo licenziato dalla Camera dei Deputati nel luglio 2009.
Fatta questa breve premessa, ritorniamo al Disegno di Legge S.1720 per approfondirne insieme alcuni dei passaggi più significativi.
L'art. 18, lettera a), del testo in discussione introduce una limitazione alla possibilità per gli enti proprietari e per i concessionari delle autostrade di fissare il limite massimo di velocità a 150 km/h: se approvata nella forma attualmente prevista, la disposizione in commento subordinerebbe tale facoltà alla installazione di un dispositivo per la misurazione della velocità SICVe, meglio conosciuto come "Tutor" nel tratto interessato. Tale sembra essere infatti il riferimento alle "apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza sui tratti determinati".
È poi previsto un aumento della sanzione pecuniaria prevista nel caso di superamento dei limiti massimi di velocità di oltre 40 km/h ma non oltre i 60 km/h: la sanzione amministrativa comminata in questo caso passa da una pena pecuniaria compresa tra gli € 370,00 e gli € 1.458,00, ad una pena compresa tra i 500,00 e i 2.000,00 €, con sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.
Si deve poi menzionare l'introduzione di una nuova disposizione nel Codice della Strada, l' art. 186 - bis, previsto dall'art. 23, comma 2, del Disegno di Legge in esame. Questo nuovo articolo risulta rubricato "Guida sotto l'influenza dell'alcool per conducenti di età inferiore a ventuno anni per chi esercita professionalmente l'attività di trasporto di persone o di cose".
Qualora dovesse essere approvata senza subìre modifiche, tale disposizione sancirebbe il divieto di guida, dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l'influenza di queste per le seguenti categorie di soggetti: a) conducenti di età inferiore a ventuno anni e conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida di categoria B; b) i tassisti, i conducenti di autobus di linea e i conducenti dei servizi automobilistici di noleggio; c) conducenti che esercitano l'attività di trasporto di cose per conto terzi, del servizio di linea di trasporto cose e del se vizio taxi sempre per il trasporto di cose; d) i conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate ovvero di autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 tonnellate. Si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da € 155,00 a € 624,00 per coloro che siano stati trovati con un tasso alcolemico compreso tra 0 e 0,5 grammi per litro.
Molto importante è poi il successivo art. 24 del Disegno di Legge: tale disposizione introdurrà, qualora approvata così com'è, una significativa modifica all'art. 201, comma primo, CdS. Il testo riformato stabilisce che, nei casi in cui la violazione di una norma del Codice della Strada, non possa essere immediatamente contestata, il verbale stesso, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve essere notificato all'effettivo trasgressore non più nei successivi centocinquanta giorni, ma entro il più ristretto termine di novanta giorni.
Si tratta di una modifica che potrebbe avere un forte impatto nell'annosa materia dei ricorsi giurisdizionali avverso le multe legate a violazioni del Codice della Strada, trovando il detto art. 201 cit. applicazione con riferimento ai verbali contenenti sanzioni per violazione dei limiti di velocità accertate mediante apparecchiature automatiche quali il T-Red e, più recentemente, il cosiddetto "Tutor". I pubblici Uffici avranno a disposizione un termine significativamente inferiore per notificare il verbale, e dovranno quindi svolgere con più efficienza ed in un tempo più breve tutte le operazioni legate al predetto adempimento, consistenti, essenzialmente, nella rilevazione dell'avvenuto accertamento, nella stesura del verbale e nella compilazione della relata di notifica, nella notifica vera e propria. Ricordiamo in tal senso che se il verbale non viene notificato nel termine prescritto, si verifica, ai senso del successivo art. 201, comma 5, CdS, l'estinzione dell'obbligo di pagare la sanzione pecuniaria.
Sempre con riferimento al primo comma dell'art. 201 CdS, viene poi previsto l'inserimento di un quinto periodo, il quale prevede una norma di garanzia per alcuni soggetti obbligati in solido al pagamento della pena pecuniaria: vale a dire, ex art. 196 CdS, comma primo, l'usufruttuario del veicolo, l'acquirente con patto di riservato dominio o l' "utilizzatore a titolo di locazione finanziaria". Anche a costoro dovrà essere notificato il verbale di violazione di norme del CdS, entro cento giorni dell'accertamento della violazione medesima, quando la violazione sia stata immediatamente contestata all'effettivo trasgressore. Con la definitiva promulgazione di tale previsione verrebbe colmata una lacuna normativa, posto che l'art. 201 cit. prevede a tutt'oggi la notifica in favore dei coobbligati solo nei casi in cui la violazione non possa essere contestata immediatamente ovvero quando l'effettivo trasgressore od altro soggetto obbligato sia identificato successivamente alla commissione della violazione.
Ancora, il successivo art. 26 dell'articolato in discussione alla Camera inserisce un altro articolo "nuovo di zecca" al Codice della Strada, vale a dire il 202 - bis, con il quale si consentirà ai soggetti con reddito disponibile inferiore ad € 10.628,16 di richiedere la ripartizione del pagamento in rate mensili, qualora siano destinatari di una o più violazioni accertate contestualmente con uno stesso verbale di importo superiore ad € 400,00. La richiesta di rateizzazione deve essere presentata nel termine di trenta giorni dalla contestazione o notificazione della violazione e tale adempimento implica rinuncia ad avvalersi della "facoltà di ricorso al prefetto di cui all'art. 203 e di ricorso al giudice di pace di cui all'articolo 204-bis" del Codice della Strada.
Ulteriore modifica, anche questa molto importante, incide sul termine concesso dal menzionato art. 204 - bis CdS al cittadino per impugnare il verbale di contestazione, riducendolo della metà: non più i "tradizionali" sessanta giorni ma trenta giorni dalla data di contestazione o di notificazione del verbale, con la sola eccezione per i presunti trasgressori residenti all'estero, per i quali è previsto un termine di sessanta giorni.
Si deve però avvertire a tal proposito come, secondo alcune voci riportate dalla stampa, la Commissione del Senato avrebbe deciso di eliminare la disposizione appena menzionata lasciando inalterati i termini tuttora vigenti: daremo conto degli ulteriori sviluppi in uno dei prossimo aggiornamenti.
Ulteriori novità che potrebbero trovare posto in questi giorni di frenetici lavori in Commissione riguardano, in primo luogo, un "giro di vite" nella guida delle cosiddette "minicar": i recentissimi e gravi fatti di cronaca, nei quali doversi pedoni hanno perso la vita in sinistri stradali provocati proprio da queste "macchinine", hanno verosimilmente evidenziato la pericolosità di questi mezzi se condotti da giovanissimi inesperti e non adeguatamente preparati alla guida.
Infine, secondo le notizie più recenti, dovrebbe essere inserita, tra le disposizioni allo studio, una misura concernente le pene alternative al carcere per i conducenti fermati ubriachi o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Si parla della possibilità di sostituire la pena con lavori di pubblica utilità di durata corrispondente al periodo di detenzione inflitto e alla conversione della pena pecuniaria calcolata in 250,00 euro a giornata di pena alternativa.

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