Marzo 2010: conversione del Decreto-Legge "Milleproroghe"
Il D. Legge n. 194/2009 è stato convertito dalla legge 26 febbraio 2010 n. 25

Nell'ultimo tema del mese si sono analizzate alcune delle più importanti disposizioni del Decreto-Legge 30 dicembre 2009, n. 194, cosiddetto "Milleproroghe", proprio perchè, come noto, esso riporta numerose norme dirette a prorogare nel tempo i termini di efficacia di molteplici disposizioni normative. La Legge 26 febbraio 2010 n. 25, di conversione del Decreto in questione, ha apportato all'originario testo normativo numerose modificazioni ed aggiunte: vediamo, in estrema sintesi, le più importanti.
La legge n. 25/2010 ha innanzitutto inserito all'art. 1 del "Milleproroghe" il comma 2-bis, in base al quale il Ministro dell'Economia e delle Finanze dovrà inviare al Parlamento, entro il 15 giugno 2010, un documento contenente un vero e proprio "rendiconto" finale dello scudo fiscale: saranno riportati i dati statistici relativi al numero delle operazioni di rimpatrio e di regolarizzazione perfezionate alla data di ciascuna delle tre scadenza previste dalla legge (15 dicembre 2009, 28 febbraio 2010 e 30 aprile 2010, come meglio spiegato nell'ultimo "Tema del mese" cui si rinvia). Ma non solo: il Ministero dovrà rendere noti anche la consistenza patrimoniale dei beni fatti rientrare con lo Scudo, l'indicazione dei Paesi di provenienza delle richieste di rimpatrio e regolarizzazione, il numero dei soggetti coinvolti.
Viene così consentito al Parlamento di apprendere da una fonte quanto mai autorevole l'andamento complessivo dello Scudo fiscale: scopo di tale informativa sembra essere quello di consentire all'organo titolare del potere legislativo di farsi un'idea precisa della disponibilità di risorse aggiuntive e così, verosimilmente, concorrere, insieme all'esecutivo, alla ripartizione delle stesse.
I successivi commi 5-bis e 5-ter pongono in essere misure di sostegno in favore di determinate categorie di lavoratori e di importanti settori dell'economia del Paese: in primo luogo, si è deciso di estendere a tutto il 2010 l'indennità di mobilità per i lavoratori licenziati da enti non commerciali operanti nelle aree di cui agli obiettivi 1 e 2 del regolamento (CE) n. 1260/1999, con organico superiore alle 2.000 unità lavorative, nel settore della sanità privata ed in situazioni di crisi aziendale a seguito di riconversione o ristrutturazione aziendale. Mediante il seguente comma 5-ter si è invece concesso al Ministero dell'Economia di continuare ad attingere al Fondo dei finanziamenti per gli interventi consentiti dalla Unione Europea in favore degli enti non commerciali di cui all'art. 1, comma 255, della legge 30.12.2004 n. 311 (Finanziaria per il 2005) e di sospendere, per i medesimi enti, i termini di pagamento di contributi, tributi e imposte fino al 31 dicembre 2010. Il comma 5 - quater autorizza, a copertura di questi interventi, la spesa di € 3.500.000,00.
Il seguente comma 23 - quaterdecies del medesimo art. 1° concerne invece i cosiddetti enti non profit e proroga al 30 aprile 2010, "al fine di assicurare la pronta definizione delle procedure di riparto delle somme relative al 5 per mille inerenti gli anni finanziari 2006, 2007 e 2008", il termine per l'integrazione documentale e per la presentazione delle dichiarazioni sostitutive ai fini della iscrizione agli elenchi dei beneficiari del 5 per mille 2006, 2007 e 2008.
L'ulteriore comma 23 - vicies accorcia notevolmente il periodo di sospensione dei pignoramenti e delle azioni esecutive contro le Regioni che hanno elaborato un piano di rientro dal deficit, passando da dodici a due mesi: cosicchè il relativo termine dovrebbe essere scaduto alla fine di febbraio 2010, con reintegrazione della possibilità di intraprendere azioni esecutive a partire dal 1° marzo 2010.
Di notevole interesse è anche il comma 4 - bis dell'art. 2 del Milleproroghe, così come convertito dalla Legge n. 25/2010. Tale disposizione, infatti, stabilisce che, "al fine di assicurare le agevolazioni per la piccola proprietà contadina", e a decorrere dal 28 febbraio 2010, data di entrata in vigore della legge di conversione, e fino al 31 dicembre 2010, "gli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze qualificati agricoli in base a strumenti urbanistici vigenti posti in essere a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale, nonchè le operazioni fondiarie operate attraverso l'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare - Ismea, sono soggetti all'imposta di registro e all'imposta catastale nella misura dell'1 per cento. Gli onorari dei notai per gli atti suindicati sono ridotti alla metà. I predetti soggetti decadono dalle agevolazioni se, prima che siano trascorsi cinque anni dalla stipula degli atti, alienano volontariamente i terreni ovvero cessano di coltivarli o di condurli direttamente".
Si tratta di una sorta di "riedizione", riveduta e corretta, della vecchia disciplina di favore fiscale per la piccola proprietà contadina e per la proprietà montana, non rinnovata dall'ultima Legge Finanziaria.
Il legislatore non ha poi dimenticato l'annosa questione della riduzione delle spese dello Stato; in tal senso, infatti, i commi 8 - 8 quinquies impongono alle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, ivi inclusa la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alle agenzie, anche quelle fiscali, agli enti pubblici non economici e agli enti di ricerca nonchè ad altre aziende di Stato, già destinatarie di tagli al personale, di apportare una ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale e delle relative dotazioni organiche, in misura non inferiore al 10 % di quelli già conseguiti con il precedente intervento. Un ulteriore risparmio dovrà inoltre derivare dalla rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, con esclusione degli enti di ricerca, da conseguire mediante una ulteriore riduzione non inferiore al 10 % della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico di tale personale, così come risultante dal precedente intervento di riduzione. Le amministrazioni che non avranno rispettato tali "tetti" non potranno procedere a nuove assunzioni. Restano esclusi dai tagli in discorso il personale amministrativo degli uffici giudiziari, il Dipartimento della protezione civile, le Autorità di bacino di rilievo nazionale, la polizia penitenziaria, i magistrati, l'Agenzia italiana del Farmaco, nonchè le strutture del comparto sicurezza, le Forze armate e i Vigili del Fuoco.
Sempre nell'ottica di consentire al settore dell'amministrazione della Giustizia di superare l'attuale momento di difficoltà operativa, il seguente comma 1 - bis dell'art. 3 dispone lo stanziamento di 3,5 milioni di euro per l'informatizzazione degli uffici giudiziari.
Meritevole di menzione anche il comma 7-bis dell'art. 5, in virtù del quale si è stabilito di prorogare fino al 31 marzo 2010 il blocco degli sfratti nei comuni ad alta tensione abitativa e per persone in situazione di particolare disagio abitativo.
Menzioniamo, infine, anche il comma 4-bis dell'art. 8, che ha modificato l'originario termine di vigenza del comma 1 - bis dell'art. 4 del D.P.R. n. 380/2001, vale a dire il Testo Unico dell'Edilizia, spostandolo al 1° gennaio 2010. A partire da tale data, quindi, il regolamento comunale per l'attività edilizia dovrà prevedere per gli edifici di nuova costruzione, ai fini del rilascio del permesso di costruire, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

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