Febbraio 2010: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto decreto "Milleproroghe"
Si tratta del Decreto Legge 30 dicembre 2009 n. 194

Nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2009 è stato pubblicato il Decreto Legge 30 dicembre 2009 n. 194, entrato in vigore, giusto il disposto dell'art. 11, nello stesso giorno di pubblicazione.
Il Decreto reca l'intestazione "Proroga dei termini previsti da disposizioni legislative", ma è stato da subito ribattezzato, così come precedenti testi di legge di analogo contenuto, con l'assai indicativo nome di "decreto milleproroghe".
Esaminiamo insieme le disposizioni più significative di questo decreto, mentre riserveremo al prossimo "tema del mese" le modifiche al testo inserite dalla legge di conversione.
L'articolo 1 del "Milleproroghe" si intitola "Proroga dei termini tributari, nonchè in materia economico-finanziaria" e si apre con la proroga dei termini per aderire al cosiddetto scudo fiscale di cui all'articolo 13-bis del decreto legge 1° luglio 2009 n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009 n. 102.
Il successivo secondo comma stabilisce l'importo dell'imposta che deve essere versata all'erario per la regolarità dell'operazione di rientro, scandendo tale adempimento in due momenti successivi: il primo si estende dal 16 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010; il secondo dal 1° marzo 2010 al 30 aprile 2010.
Nel caso di perfezionamento dell'iter di rientro durante il primo periodo, il contribuente dovrà corrispondere una imposta straordinaria pari al al 6% al valore totale del valore dell'attività rimpatriata o regolarizzata, ottenuta mediante applicazione di un'aliquota sintetica del 60 per cento per anno lungo i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione, aliquota da calcolare su un rendimento lordo presunto in ragione del 2 % annuo; per coloro i quali "taglieranno il traguardo" del perfezionamento successivamente, vale a dire tra il 1° marzo 2010 e il 30 aprile 2010, si applicherà un'aliquota sintetica del 70 per cento per anno lungo i cinque anni precedenti il rimpatrio o la regolarizzazione, anche questa da calcolare su un rendimento lordo presunto in ragione del 2 % annuo, per un'aliquota complessiva del 7 % del capitale emerso.
Il successivo comma 3 chiarisce la strategia del Governo in merito all'adozione dello scudo fiscale: una volta data la possibilità a chi ha trasgredito la legge di sanare la propria posizione, la disposizione da ultimo menzionata rafforza la capacità repressiva dello Stato mediante il raddoppio dei termini per l'accertamento presuntivo e per la notifica delle sanzioni relative alle violazioni delle norme sui paradisi fiscali.
Il successivo quarto comma affronta invece un diverso argomento, vale a dire gli studi di settore. Questa disposizione, infatti, "al fine di tenere conto degli effetti della crisi economica e dei mercati", ed in deroga all'art. 1, comma 1°, primo periodo, del regolamento di cui al D.P.R. 31 maggio 1999 n. 195, stabilisce che, relativamente agli anni 2009 e 2010, il termine entro il quale gli studi di settori devono essere pubblicati in Gazzetta Ufficiale sia fissato rispettivamente al 31 marzo 2010 e al 31 marzo 2011.
Il seguente comma 18 prevede, inoltre, la proroga delle concessioni demaniali esistenti al 30 dicembre 2009, data di entrate in vigore del Decreto - Legge "Milleproroghe" e in scadenza entro il 31 dicembre 2015: le suddette concessioni sono ora prorogate fino a quest'ultima data.
Il comma 20 riguarda poi le quote di TFR (Trattamento di Fine Rapporto) che risultano accantonate ai sensi dell'art. 1, comma 758, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, stabilendo che le stesse sono mantenute in bilancio nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo.
Passiamo ora ad analizzare la più significativa disposizione dell'art. 2 del decreto "Milleproroghe", e cioè il comma 5, in base al quale slitta al 1° gennaio 2011 l'addio alla pubblicità legale su carta da parte della pubblica Amministrazione; il termine originario era fissato al 1° gennaio 2010. Tale proroga è verosimilmente dovuta al ritardo dei pubblici Uffici nella predisposizione di tutti gli adempimenti necessari al definitivo abbandono della carta nella pubblicità legale della Amministrazione.
L'Art. 3, comma 3, invece proroga al 1° gennaio 2011 la data di "partenza" della Carta di identità elettronica.
Il successivo comma 5 dell'art. 3 stabilisce invece il rinvio sino al completamento degli interventi e comunque sino al 31 dicembre 2011 del termine per il mantenimento delle risorse finanziarie necessarie alla istituzione degli uffici periferici dello Stato nelle nuove province di Monza e della Brianza, di Fermo e di Barletta-Andria-Trani.

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