Maggio 2011: emanato il decreto legge per lo sviluppo economico
Semplificazioni fiscali, amministrative ed edilizie; piano casa e appalti; bonus ricerca; sud e turismo; patto di famiglia e contenzioso tributario

Ieri 5 maggio 2011 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge 13 maggio 2011 n. 70 per il rilancio dello sviluppo economico del nostro Paese: si tratta di un provvedimento articolato e complesso, che tocca molti tra i più importanti settori della vita economica nazionale.
In questo approfondimento è possibile delineare brevemente solo i provvedimenti più importanti del Decreto Sviluppo, mentre la conversione in legge dello stesso sarà oggetto di uno dei prossimi approfondimenti mensili del nostro sito.
Si noti, infine, che anche le seguenti anticipazioni potranno essere oggetto di modifica, poichè il decreto potrebbe essere sottoposto ad alcune correzioni prima della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevista per i prossimi giorni.
Cominciamo con uno dei "pacchetti" più nutriti del testo in esame, quello in materia di semplificazioni fiscali.
Traducendo in pratica recenti dichiarazioni del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, viene stabilito che i controlli amministrativi effettuati in forma di accesso alle imprese siano unificati, effettuati con cadenza massima semestrale e con una durata che non potrà eccedere i quindici giorni. Con riferimento a questo ultimo aspetto, viene specificato, attraverso una modificazione dell'art. 12, comma 5 della Legge 27.07.2000 n. 212 (cosiddetto "Statuto del Contribuente"), che non potranno essere superati i quindici giorni in tutti i casi in cui la verifica sia svolta presso la sede di imprese in contabilità semplificata e di lavoratori autonomi.
A tal proposito, il Decreto sembrerebbe chiarire una questione che ha sollevato molte discussioni in passato, specificando che "anche in tali casi" saranno conteggiati solo i giorni di "effettiva presenza" del personale accertatore in azienda, con ciò accreditando l'interpretazione che tale modo di contare la presenza del personale in azienda (effettiva e non di continuo, e cioè a partire dalla notifica dell'accertamento e senza considerare i giorni in cui le operazioni di controllo non vengono svolte) valga come regola generale.
La soluzione adottata per chiarire questo importante punto ha però già sollevato alcune perplessità, posto che la predetta disposizione si presenta come una vera e propria norma interpretativa senza dichiararlo esplicitamente, con ciò ponendosi in contrasto con l'art. 1, comma 2, dello Statuto dei Contribuenti, che invece prevede quanto segue: "L'adozione di norme interpretative in materia tributaria può essere disposta soltanto in casi eccezionali con legge ordinaria, qualificando come tali le disposizioni di interpretazione autentica".
Le imprese potranno poi disfarsi dei cosiddetti "beni obsoleti"(D.P.R. 10 novembre 1997, n. 441) fino ad un valore di € 10.000,00, e non più fino ad € 5.164,00. Sarà sufficiente l'atto del notaio, senza ulteriori comunicazioni all'Erario.
Il regime di contabilità semplificata viene esteso fino ad € 400.000,00 di ricavi per le imprese di servizio e fino ad € 700.000,00 per le altre imprese.
Viene inoltre snellito anche il meccanismo di applicazione del bonus del 36% per interventi di ristrutturazione edilizia: non sarà più necessario comunicare alle Entrate l'avvio dei relativi lavori, "accontentandosi" il Fisco della menzione nella dichiarazione dei redditi degli estremi della dichiarazione di inizio lavori.
È inoltre rafforzato il divieto di inutili duplicazioni di adempimenti burocratici per il cittadino: il Decreto infatti prevede che i cittadini non siano tenuti a fornire informazioni già in possesso della amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali, anche nel caso in cui questi possano acquisirli presso altre pubbliche amministrazioni.
Ancora, in materia di rateizzazione di debiti tributari frutto di liquidazione, controllo e accertamento delle dichiarazioni dei redditi, è eliminato l'obbligo di presentare istanza preventiva se l'importo dovuto al fisco a seguito di controllo sarà superiore a € 2.000,00, essendo fissato il limite attuale a € 500,00.
Si deve poi almeno menzionare la possibilità di mutare la richiesta di un rimborso di imposta in richiesta di compensazione, da effettuarsi in sede di dichiarazione dei redditi, entro 120 giorni dalla presentazione della stessa.
Ritorna la rivalutazione per la rideterminazione del valore d'acquisto delle partecipazioni non negoziate e dei terreni edificabili con destinazione agricola mentre viene abolito l'obbligo di compilare la scheda carburanti nel caso in cui il contribuente utilizzi alcune sistemi di pagamento cosiddetti tracciabili, tra i quali, carte di credito, di debito o prepagata. Per ciò che riguarda il cosiddetto spesometro, il contribuente non sarà più obbligato a inviare la comunicazione telematica per acquisti di importo superiore a € 3.000,00 nel caso in cui i relativi pagamenti siano effettuati con carte di credito, di debito o prepagate.
In merito ad alcune misure che potremo definire di semplificazione amministrativa, si deve citare anzitutto la disposizione che prevede che il D. Lgs. n. 196 del 2003 (cosiddetto "Codice della Privacy") non si applichi ai trattamenti di dati personali tra determinate società per le sole finalità di natura amministrativo - contabile; viene poi in rilievo la previsione di pagamento del ticket e consegna on line dei referti medici da parte del Servizio Sanitario Nazionale; infine, l'introduzione della nuova "carta d'identità elettronica" che varrà tre anni per i minorenni e dieci per i maggiorenni.
Importante misura di semplificazione in materia edilizia è data dalla introduzione del silenzio - assenso anche per gli interventi edilizi più "corposi", cosicchè una volta presentato il permesso di costruire alla Amministrazione competente, questo dovrà ritenersi comunque concesso in assenza di esplicito provvedimento definitivo di assenso o di diniego da parte della Amministrazione competente nel termine di 90 giorni con innalzamento a 150 giorni nelle città con più di 100.000 abitanti o per progetti molto complessi. Si potrà seguire questa procedura in caso di nuove costruzioni, ristrutturazioni urbanistiche ed edilizie.
Il governo ha poi pensato di riproporre il "piano casa", vale a dire il piano straordinario per l'edilizia privata che è stato praticamente bloccato dalle Regioni negli ultimi mesi: per la verità, si tratta di una versione riveduta e corretta del vecchio piano, essendoci alcune importanti novità. In primo luogo, il nuovo piano casa riguarderà le aree urbane degradate; secondariamente, l' aumento delle volumetrie edificabili riguarderà non soltanto le abitazioni (+ 20 %) ma anche edifici non residenziali come negozi, magazzini ed edifici industriali ( + 10 %). Un'altra novità è rappresentata dal meccanismo d'attuazione del piano casa, appositamente studiato per cercare di evitare che le Regioni ostacolino l'attuazione anche di questa nuova versione: i premi di cubatura si applicheranno a partire dal 120 ° giorno dalla entrata in vigore del decreto, e, in ogni caso, fino all'approvazione delle relative leggi regionali.
Così facendo il Governo probabilmente spera di "far uscire allo scoperto" le Regioni in questo particolarissimo settore, concedendo alle stesse quattro mesi per legiferare e mettersi nel contempo al riparo da eventuali ricorsi per incostituzionalità, riservandosi la prerogativa di attuare il piano nazionale in caso di prolungata inerzia degli enti locali. In quest'ultimo caso, inoltre, il Governo potrebbe comunque procedere ad attuare il piano nazionale, mettendo la Regione "ritardataria" davanti ad una sorta di fato compiuto.
Numerose le novità anche in materia di appalti:spiccano in questo settore il raddoppio della soglia per la trattativa privata che passa da € 500.000,00 ad in milione, con l'obbligo di invitare però almeno dieci concorrenti; l'esclusione automatica delle offerte anomale che sale dall'attuale limite di un milione di euro alla soglia dei 4,8 milioni: evidente in questo caso l'intento dell'Esecutivo, volto ad interrompere la prassi delle gare basate sul criterio del maggior ribasso, foriero di accordi tra le imprese e, in alcuni casi, di vere e proprie infiltrazioni criminali; sul fronte delle riduzione dei costi si deve invece segnalare l'ammissione al finanziamento delle sole opere compensative strettamente connesse all'opera con un passaggio sul totale degli interventi dal 5 % al 2 % del valore della stessa.
Una delle misure più attese è senza alcun dubbio il bonus ricerca: si tratta di credito d'imposta sperimentale su base biennale, riconosciuto alle "imprese che finanziano progetti di ricerca, in università ovvero in enti pubblici di ricerca (art. 1, comma 1). Tale credito d'imposta "compete in tre quote annuali a decorrere da ciascuno degli anni 2011 e 2012 per l'importo percentuale che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio" (art. 1, comma 2): in altri termini, il bonus non "cadrà a pioggia" ma sarà riconosciuto solo ai soggetti in grado di aumentare il loro investimento in ricerca rispetto al passato. Verrà effettuato un confronto con la media di investimenti realizzati dalle imprese interessate al bonus tra il 2008 e il 2010. Il 90 % della quota che eccederà la media di quel triennio si tradurrà nel bonus, riconosciuto, per l'appunto, sotto forma di credito di imposta in tre anni a partire dall'anno di inizio del nuovo progetto.
Non sono invece una novità assoluta i provvedimenti per il rilancio del Mezzogiorno, trattandosi della realizzazione di idee e di misure allo studio già da tempo.
Vengono anzitutto in rilievo i cosiddetti "Trem - bond", speciali obbligazioni fiscalmente agevolate pensate per sostenere in modo costante e significativo gli investimenti per l'occupazione e per le Pmi meridionali. I "Trem - bond" avranno una scadenza non inferiore ai 18 mesi e saranno soggetti ad una ritenuta particolarmente vantaggiosa, il 5% anzichè il 12,5%, proprio per attrarre capitali nella maggiore misura possibile. Potranno essere acquistati solo in via diretta da investitori privati, con esclusione, quindi, dei fondi di investimento, senza limiti quantitativi (in precedenza si era stabilito un tetto massimo di € 100.000,00 per ogni risparmiatore) e temporali (in un primo momento si era posto un termine di 12 mesi come limite minimo di detenzione dei titoli).
Secondo pilastro della "manovra per il Sud" è la creazione di una grande "Banca per il Mezzogiorno", incentrata sugli sportelli delle Poste, che hanno appena ottenuto da Banca d'Italia, proprio nell'ottica del piano per il sud, l'autorizzazione all'acquisizione di Mediocredito centrale: nasce così una nuova struttura per la raccolta del credito in favore dello sviluppo del Mezzogiorno, che "potrà arrivare a 7.000 sportelli", secondo quanto dichiarato dal Ministro dell'Economia Tremonti.
Il terzo pilastro delle misure per il Meridione sarà, infine, costituito da un altro credito d'imposta per coloro che assumono nuovi dipendenti a tempo indeterminato nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il provvedimento probabilmente più discusso del Decreto Sviluppo è però la concessione di un diritto di superficie della durata di 90 anni lungo una determinata porzione di costa, dietro il versamento di un corrispettivo annuale fisso alla Agenzia del Demanio, parametrato a valori di mercato. Il diritto di superficie così acquisito comprenderà le costruzioni già esistenti e consentirà di edificarne di nuove, a patto di rispettare i vincoli già esistenti.
Seconda novità è data dai "distretti turistico - alberghieri",che saranno zone a "burocrazia zero" e all'interno delle quali si applicheranno tutte le agevolazioni fiscali e amministrative previste per i distretti e le reti d'impresa.
Ulteriore, importante, provvedimento è dato dalla modifica dell'istituto del patto di famiglia, disciplinato dagli artt. 768 - bis e seguenti del codice civile, ideato per favorire la successione generazionale nelle imprese.
Il patto di famiglia è il contratto con cui l'imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l'azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti.
Due le novità principali: l'assegnatario - discendente potrà ricevere l'azienda o le partecipazioni societarie non solo alla stipula del patto di famiglia ma anche posteriormente, anche dopo la morte dell'imprenditore - disponente. In tal caso, quest'ultimo dovrà nominare un soggetto gestore dell'azienda o delle partecipazioni societarie (una specie di trustee) con il compito di amministrare tali beni.
La seconda novità è costituita dalla disposizione secondo la quale, qualora al patto di famiglia non dovessero partecipare tutti gli eredi legittimari dell'imprenditore o del titolare delle partecipazioni, questi dovrà notificare il contratto a tali soggetti entro 30 giorni dalla conclusione dello stesso affinchè vi possano aderire. In tal caso è prevista la redazione di una perizia giurata sugli assets oggetto del patto di famiglia, contenente la descrizione dei vari beni e l'attestazione del loro valore.
Si deve, infine, fare una breve menzione alla nuova modifica contenuta nel Decreto Sviluppo a proposito della annosa questione dell'esecutività degli atti di accertamento emessi dall' 1.07.2011, intervenendo il testo normativo sulla possibilità data ad Equitalia di agire esecutivamente prima che il giudice tributario esamini l'istanza di sospensione presentata dal contribuente. Il Decreto stabilisce che l'esecuzione forzata rimarrà sospesa fino alla data di emanazione del provvedimento che accoglie o rigetta l'istanza di sospensione, e, in ogni caso, per un periodo non superiore a 120 giorni dalla data di notifica dell'istanza stessa.

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