Corte di Cassazione, I Sez. Civ., Sentenza n. 11504 del 10.05.2017
Con la sentenza n. 11504/2017 la Suprema Corte di Cassazione, in considerazione della natura assistenziale dell'assegno di divorzio, stabilisce nuovi parametri volti alla quantificazione dello stesso, superando il criterio del “tenore di vita goduto in costanza di matrimonio” formulato precedentemente dalle Sezioni Unite con pronuncia n. 11490/1990.
I supremi giudici hanno statuito che il diritto all'assegno divorzile fa capo solamente all'ex coniuge richiedente che sia economicamente non autosufficiente, privo di adeguati mezzi di sussistenza e incapace, per ragioni oggettive di procurarseli, ovvero che non disponga di:
1) redditi di qualsiasi specie;
2) cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari;
3) capacità e possibilità effettive di lavoro personale, in relazione alla salute, all'età, al sesso ed al mercato del lavoro indipendente o autonomo;
4) stabile disponibilità di una casa di abitazione.
Nello specifico, mentre il possesso di redditi e cespiti patrimoniali dovrà formare oggetto di prove documentali, le capacità e le possibilità effettive di lavoro personale potranno essere provate con ogni mezzo idoneo, anche di natura presuntiva, fermo restando l’onere del richiedente l’assegno di allegare specificamente le concrete iniziative assunte per il raggiungimento dell’indipendenza economica, secondo le proprie attitudini e le eventuali esperienze lavorative acquisite.